La direttiva NIS 2 ha l'obiettivo di potenziare il livello di sicurezza per chi opera in ambiti strategici, pubblici e aziendali
“Le minacce informatiche si fanno più pericolose e complesse. Era imperativo adattare il quadro della sicurezza alle nuove realtà e tutelare i nostri cittadini e le nostre infrastrutture”
Con queste parole, il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton, si è espresso in merito al sempre più attuale e dilagante rischio informatico ed alle manovre che si stanno attuando nel panorama europeo.
A supporto di quanto sopra, la Commissione europea ha reso noto “di aver accolto con favore l'accordo politico raggiunto, in data 13 maggio, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri dell'UE sulla direttiva relativa a misure per un livello comune di cybersicurezza elevato nell'Unione (direttiva NIS 2)”.
La precedente direttiva (NIS) è stata “il primo atto legislativo a livello dell’UE sulla cyber security e ha spianato la strada a un significativo cambiamento della mentalità e dell’approccio istituzionale e normativo alla cyber security in molti Stati membri. Nonostante gli importanti risultati conseguiti e il loro impatto positivo, è stato necessario aggiornarle” .
La Direttiva NIS 2 interessa diversi settori strategici, tra i quali:
Pubbliche Amministrazioni
Settore sanitario
Provider di servizi digitali
Gestione dei rifiuti
Beni essenziali
Servizi postali e di corriere
Tra i vari interventi prevede:
Procedure per la valutazione del livello di sicurezza informatica
Obblighi di trasparenza verso le autorità
Responsabilità dei vertici in caso di condotte non rispettose delle norme in materia di Cybersicurezza
Misure di vigilanza rigorose per le autorità nazionali ed anche sistemi sanzionatori comuni tra gli Stati
Con tale direttiva si vuole, a fronte “dell’aumento del numero delle attività informatiche dolose a livello mondiale”, intervenire con procedure ancor più rigide nella gestione e nella valutazione del rischio informatico.